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RUBRICA: Calcio-SerieA
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TAVECCHIO SI DIMETTE, FIGC VERSO COMMISSARIAMENTO
4 21/11/2017 - Carlo Tavecchio non è più il presidente della Figc. "Ho rassegnato le dimissioni e come mero atto politico ho chiesto quelle del consiglio federale. Ma nessuno le ha rassegnate, sono rimaste le mie - ha esordito in conferenza stampa Tavecchio nell'annunciare il suo passo indietro - Siamo arrivati a un punto di speculazione che ha raggiunto limiti impossibili. Il sistema sportivo si permette di prendere decisioni gravi quando il soggetto più importante, che è il fornitore di risorse del sistema Italia, è assente. Quando la Serie A e la Serie B non ci sono. La serie B elegge il presidente il 23, la serie A il 27, oggi ne abbiamo 20, sono gli otto giorni della tragedia mondiale del calcio italiano". Ma a spingere Tavecchio verso le dimissioni è stato il dietrofront della Lnd. "Quando ho avuto la sensazione che la mia componente, dopo 18 anni di militanza, che ho trovato in una certa maniera e consegnata in un'altra, ha fatto considerazioni che non promettevano un sostegno, non ho pensato un istante e mi sono dimesso. Se mi aspettavo il cambio di idea della Lnd? Non me lo sarei aspettato". Tavecchio ha poi sottolineato come lo stesso Malagò abbia detto che "il ct l'ha scelto Lippi, io non l'ho mai detto. Ecco, adesso sapete chi ha scelto Ventura". E sui contatti per il dopo-Ventura, ci tiene a precisare: "Ho parlato con 4-5 grandi allenatori. Sono tutti impegnati, potranno dire la loro fra poco o fra tanto ma nessuno non viene per Tavecchio, dire il contrario è una menzogna". "Secondo voi le 4 squadre in Champions sono venute perchè Tavecchio ha la giacca blu o perchè abbiamo cambiato gli equilibri europei? - ha poi rivendicato a proposito del proprio operatoi - Uva è vicepresidente Uefa perchè è bello? La Christillin è nel Consiglio Fifa grazie agli gnomi dietro la scrivania? Pensate che a 74 anni ho bisogno di sedermi su una sedia?". E sulla possibilità di ricandidarsi, aggiunge: "Manzoni aveva una filosofia precisa, la provvida sventura, ovvero che in ogni sventura c'e' una piccola parte di provvidenza che se viene interpretata e sfruttata, non si sa mai... Se la provvida sventura mi farà capire qualcosa, non la respingerò".

Intanto, dal Coni, il presidente Giovanni Malagò annuncia il commissariamento della Figc. "Con un Consiglio Federale completo, compatto e forte, ci potevano anche essere altre soluzioni finali - ha spiegato a margine degli Stati Generali dello Sport Italiano al Coni - Ma se in un contesto così eccezionale ti ritrovi che alcune componenti prendono delle decisioni antagoniste, in altre ci sono rumors di scricchiolii e due, come la Lega di A e di B, nemmeno esistono, non serve uno scienziato per arrivare alla conclusione che avevo individuato già da qualche ora". Mercoledì prossimo, avverte Malagò, la Giunta Straordinaria procederà al commissariamento della Figc: "Agli amici del calcio dico 'non facciamoci altro male': il commissariamento, più che per andare a nuove elezioni, serve per risolvere alcuni problemi sospesi, magari nelle dinamiche statutarie. E' nostra volontà commissariare - conclude Malagò - è l'unica soluzione".

Immediata la controreplica di Tavecchio: "Il presidente del Coni ha annunciato il commissariamento della Figc? Questo è molto grave". Commissario o no - Tavecchio si è impegnato a indire nuove elezioni entro 90 giorni - si chiude così un'era durata poco più di tre anni e due elezioni. Nonostante qualche uscita infelice in tema di extracomunitari (tante le polemiche suscitate da quella frase su 'Optì Pobà'), Tavecchio viene eletto la prima volta alla guida della Federcalcio nell'agosto 2014, battendo all'epoca la concorrenza di Demetrio Albertini. Con alle spalle una lunga esperienza alla guida della Lega Dilettanti, Tavecchio riesce a convincere Antonio Conte ad assumere la guida della Nazionale (quarti di finale a Euro2016), avvia la costituzione dei centri federali e ha il merito di riportare la Figc in primo piano a livello internazionale: Tavecchio è fra i primi ad appoggiare Aleksander Ceferin nella corsa alla presidenza Uefa e Gianni Infantino nelle elezioni Fifa e nei mesi a seguire l'Italia otterrà un posto nei board delle due organizzazioni con Michele Uva a Nyon ed Evelyna Christillin nel Consiglio della Federazione internazionale oltre l'organizzazione degli Europei under 21 del 2019. Il dirigente lombardo cerca anche di migliorare le norme in termini di sostenibilità e attenzione ai vivai e introduce i tetti alle rose ma fallisce nel tentativo di avviare la riforma dei campionati per diminuire il numero delle squadre nei campionati professionistici. A marzo scorso la conferma alla presidenza della Figc, stavolta battendo la candidatura di Andrea Abodi, mentre un mese dopo viene nominato commissario della Lega di serie A dove riesce a porre le basi per l'approvazione del nuovo statuto. Ma la mancata qualificazione dell'Italia ai Mondiali di calcio - non succedeva dal 1958 - sotto la guida di quel Ventura che aveva scelto lui per il dopo-Conte - fa precipitare le cose e dopo un primo tentativo di rimanere al timone (nei giorni scorsi si era dichiarato indisponibile alle dimissioni) ecco il passo indietro che era stato invocato anche dal presidente del Coni Malagò e dal ministro dello Sport Lotti.

Finito nell'occhio del ciclone per la mancata qualificazione della Nazionale ai prossimi Mondiali, dopo tre anni non è più il numero uno della Figc. Tre anni in cui è finito più volte nell'occhio del ciclone per alcune dichiarazioni da dimenticare nei confronti di ebrei, neri, omosessuali e donne: delle vere e proprie gaffe.

La prima gaffe è arrivata nel 2014, quando non era ancora alla guida della Figc: "Le questioni di accoglienza sono un conto, le questioni del gioco sono un altro - disse durante un lungo intervento relativo alla presenza degli extracomunitari nei nostri campionati - L’Inghilterra individua i soggetti che entrano, se hanno professionalità per farli giocare". "Noi, invece, diciamo che Opti Poba - aggiunse, inventando un nome - è venuto qua, che prima mangiava le banane, adesso gioca titolare nella Lazio. E va bene così. In Inghilterra deve dimostrare il suo curriculum e il suo pedigree". A poco servirono le scuse, l'imbarazzo per quelle parole continuarono a seguirlo ovunque. Anche perché, mentre ancora tentava di chiarire di non essere razzista, a proposito del calcio femminile disse: "Siamo da sempre protesi a voler dare una dignità estetica alla donna del calcio. Prima si pensava che fosse handicappata rispetto al maschio per resistenza ed altri fattori, adesso invece abbiamo riscontrato che sono molto simili".

Ma non è finita qui. Dopo il caso Opti Pobà e delle donne handicappate, un anno dopo, arrivarono le dichiarazioni antisemite e omofobe. In una chiacchierata con il giornalista Massimo Giacomini, pubblicata dal 'Corriere della sera', definì Cesare Anticoli (commerciante e proprietario di molti immobili a Roma) un "ebreaccio". E aggiunse: "Non ho niente contro gli ebrei", ma "è meglio tenerli a bada". E riferendosi poi a un ex dirigente della Federcalcio: "Ma è vero che è omosessuale? Io non ho nulla contro, però teneteli lontani da me. Io sono normalissimo".

 


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