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Pardo, Padovan, Giuffredi, Bagni, De Giovanni, a Radio Crc
4 07/12/2017 - A Radio Crc è intervenuto Pierluigi Pardo, giornalista: “L’eliminazione del Napoli in Champions era nell’aria, ma speravo e pensavo che il Manchester City facesse meglio di quanto poi in realtà ha fatto. Quello che non mi sta piacendo è il modo di affrontare le prime difficoltà della stagione perché il trend anche dal punto di vista della comunicazione ed il nervosismo sono un po' preoccupanti. Il Napoli non era la terza squadra del girone per cui in Champions ha fallito. Sarri non può arrabbiarsi se qualcuno gli dice che ha fallito un obiettivo, perché passare il turno era alla portata del Napoli e mentre la Roma sembrava oggettivamente non potesse farcela, ha fatto un’impresa, ma dal Napoli ci si aspettava di più e mi ha deluso”.

Giancarlo Padovan, giornalista: “Entrare nelle 16 d’Europa era un obiettivo del Napoli, ma non si trattava di un imperativo categorico che è invece lo scudetto. L’obiettivo, quello vero, ce l’ha ben presente Sarri e tutto il Napoli. La partita sbagliata in Champions è stata la prima, in casa dello Shakhtar, ma c’è un’altra cosa che mi preoccupa: il Napoli ha iniziato presto la stagione e il momento non è dei migliori. La squadra è stanca, deve riposare e i due infortunati mi preoccupano. Il calo è fisiologico, non si può essere sempre brillanti e al top per tutta la durata della stagione e al Napoli è accaduto di essere stanco in un momento importante anche se non decisivo perché in campionato nulla è compromesso. Manca il piano B e non vorrei che Sarri si intestardisse sulle sue convinzioni perché nel calcio non c’è nulla di assoluto ed il calcio è mutante”.

Mario Giuffredi, procuratore tra gli altri di Hysaj, Sepe, Rui: “In questa città tutto ciò che ruota attorno al Napoli è distruttivo e non costruttivo. E’ da 2 anni che Sarri, Giuntoli e la società svolgono un ottimo lavoro, ma tutto viene messo in discussione per un periodo di poche partite e non mi sembra corretto. Ci sta che nell’arco della stagione una squadra non attraversi un periodo brillante, ma noi tutti non dobbiamo mettere in croce Sarri e i giocatori, ma sostenerli. Poi, a giugno, ci sarà il giorno di giudizio per tutti, ma giungo è lontano e non dobbiamo essere un ulteriore ostacolo per complicare ancor di più la vita al Napoli. In altre città, tutto ciò non lo accade e se la Juve passa un periodo negativo, come è accaduto, stampa e tifoseria non si comportano così come accade a Napoli. I miei assistiti sono sereni e tranquilli, sanno che è un momento difficile e che col lavoro ne verranno fuori. La stessa stampa, ha anche massacrato Mario Rui prima di vederlo in campo, senza conoscerlo e non si fa così. Ai giocatori bisogna dare la possibilità di giocare per esprimere il loro valore e invece qui si giudicano prima di vederli. Dobbiamo essere orgogliosi del fatto che il Napoli lotti per lo scudetto e se arriva un momento negativo, dobbiamo restare uniti per venirne fuori. Sarri e il suo staff hanno il termometro della condizione fisica e mentale dei giocatori e se l’allenatore dice che la squadra sta bene dal punto di vista fisico è così. Magari ci sono altri problemi che non gli permettono di rendere al meglio. Ci sono delle alternanze durante un’annata di giocatori che non fanno bene: Mertens è da poche partite che non segna, non sono 2 mesi e bisogna concedergli di non essere sempre brillante. Sarri non deve mettere pressioni alla squadra, ma lasciarla tranquilla. Sa bene che all’improvviso si riaccenderà tutto e non far pesare questo momento negativo credo sia la strada più giusta. Magari a volte nella vita bisogna prendere qualche mazzata per tornare a correre. Mercato? I miei assistiti hanno 5 anni di contratto, stanno bene a Napoli e se arriveranno altri terzini, dovranno giocarsela con Hysaj e Rui. Loro sono contenti della competizione perché solo così la rosa del Napoli aumenta di qualità”.

Salvatore Bagni, ex calciatore: “Ieri ho visto più la partita dello Shakhtar che quella del Napoli. Una volta che la partita degli ucraini era ormai decisa, fossi stato in Sarri avrei fatto più cambi anzi lo avrei fatto già dall’inizio. La squadra azzurra ha provato a vincere la partita, poi ha preso una piega sbagliata, ma il Feyenoord non esiste a livello europeo dal punto coi vista tecnico e non avrebbe mai messo in difficoltà il Napoli in condizioni normali e se dal campo dello Shakhtar non fossero arrivate notizie negative. Stando alle dichiarazioni di Sarri, chi è in panchina non può giocare neppure quando i titolari sono stanchi ed è preoccupante perché vuol dire che non giocheranno mai. Giaccherini credo che una mezz’ora la possa reggere e lo stesso dicasi per Ounas e per Rog che è frizzante e brioso. Detto questo, il Napoli deve restare concentrato anche perché in campionato nulla è compromesso e domenica potrebbe nuovamente tornare in testa alla classifica”.

Maurizio De Giovanni, scrittore: “Sarri cerca di mantenere la squadra in piedi e conosce lo spogliatoio, la forza e la condizione di tutta la rosa. Sono d’accordo con lui quando dice che un titolare all’80% si fa preferire ad uno che siede in panchina al 100% perché la rosa è incompleta e Giaccherini ad esempio, non può farsi preferire ad Insigne. La rosa del Napoli non è quella della Juventus, quando manca un titolare, si sente. La rosa azzurra non è formata da 22 giocatori di pari livello. L’allenatore di serie A non deve fare lo psicanalista, ma deve gestire i giocatori che ha e finalizzala al raggiungimento dell’obiettivo”.

 


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