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Da Nibali agli eroi Mundial, festa azzurra ai Collari d'Oro
4 20/12/2017 - Lo sport italiano in festa alla Casa delle Armi al Foro italico per la tradizionale consegna dei Collari d'Oro, la massima onorificenza legata al movimento. Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ha fatto gli onori di casa nella cerimonia a cui hanno preso parte il premier Paolo Gentiloni, il ministro dello Sport, Luca Lotti, e il presidente del Comitato paralimpico, Luca Pancalli.

Il Collare d’Oro è stato consegnato agli atleti vincitori quest'anno di un Mondiale nelle specialità olimpiche e paralimpiche e nelle discipline motoristiche, nonché agli azzurri campioni del Mondo di calcio nel 1982 in Spagna: da Dino Zoff a Bruno Conti, da Marco Tardelli a Paolo Rossi. Sul palco sono sfilati big del motociclismo come Antonio Cairoli, Kiara Fontanesi e Franco Morbidelli, il ciclista Vincenzo Nibali (che ha ritirato il premio per la vittoria al Giro 2016), i campioni del nuoto Gabriele Detti, Gregorio Paltrinieri e Federica Pellegrini e i tanti talenti della scherma, del tiro con l'arco, del tiro a volo.

Fra i premiati anche il numero uno della Fifa, Gianni Infantino, il presidente della Federazione internazionale di bob, Ivo Ferriani, e quello della Federazione internazionale di nuoto, Julio Cesar Maglione. "Siamo molto felici, perché questa è la cerimonia delle cerimonie in cui vogliamo premiare e ricordare gli atleti e le atlete che hanno fatto grande lo sport italiano nel 2017. E mai come quest'anno abbiamo vinto tanti titoli mondiali individuali", ha detto Malagò nel suo discorso d'apertura.

"I vostri sono risultati che ci fanno essere orgogliosi di essere italiani", ha detto Gentiloni. "Penso all'oro di Federica Pellegrini, a quello di Bebe Vio e del fioretto. Sappiamo quello che c'è dietro a livello di sacrifici. Lo sport insegna che la fatica non è mai sprecata: fatichi e sogni, diceva Pietro Mennea. E oggi abbiamo bisogno di sognare ancora, le cose in Italia vanno un po' meglio ma ci sono ancora ferite da rimarginare", ha aggiunto il premier, prima di fare il suo in bocca al lupo agli azzurri in partenza per le Olimpiadi invernali di Pyeongchang.

"I premi alle eccellenze sono un bel momento e quello che ha fatto lo sport non é stato ancora fatto nella società civile. Questo 2017 è stato l'anno del riconoscimento del Cip come ente pubblico. Significa avere dato dignità al nostro movimento e aver acceso i riflettori su atleti eccezionali. E' un messaggio che aiuta il Paese a crescere", ha invece sottolineato Pancalli.

Grande spazio è stato riservato anche al calcio, con il presidente della Fifa che parlando "da italiano" ha riconosciuto: "E' veramente tragico non essere al Mondiale, ma poteva capitare. Ora bisogna lavorare, riformare, innovare e riportare l'Italia sul tetto del mondo dove merita di essere anche nel calcio".

Una parentesi speciale è stata dedicata agli eroi del Mundial '82, saliti sul tetto del mondo quando ancora i Collari d'Oro non erano stati istituiti. Sul palco insieme agli azzurri sono saliti la figlia dell'allora ct Enzo Bearzot e il figlio di Gaetano Scirea. Ad applaudirli anche il presidente dimissionario della Figc, Carlo Tavecchio, e il dg e vice presidente Uefa Michele Uva. Zoff, capitano di quella Nazionale, ha di nuovo alzato la coppa del mondo replicando un gesto entrato nella storia dello sport tricolore.

"Resta un trionfo per il calcio italiano e per tutti gli italiani. Portammo il nome dell'Italia nel mondo nelle condizioni migliori, con delle prestazioni sia sportive sia etiche", ha ricordato Zoff, secondo il quale "per rivedere l'Italia formato Spagna ci vorrà del tempo". Nel momento più buio del calcio italiano, un messaggio di speranza è arrivato proprio dal premier Gentiloni: "A me piace ricordare la squadra che vinse nel 1982, poi essendo juventino ricordo in modo particolare Scirea. Però ha vinto la squadra, ha vinto l'Italia e ricapiterà".

A trentacinque anni dalla vittoria del Mondiale, il Coni ha voluto ricordare, e premiare, i vincitori del Mundial 1982. Tutti riuniti per ricevere il collare d’oro: Altobelli, Antognoni, Baresi, Bergomi, Bordon, Cabrini, Causio, Collovati, Conti, Dossena, Galli, Gentile, Graziani, Marini, Massaro, Oriali, Rossi, Selvaggi, Tardelli, Wierchowood, Zoff. Premio consegnato alla memoria di Enzo Bearzot. Sul palco anche il figlio del compianto Gaetano Scirea. “Ricordo che andavamo per strada a fare festa – ha detto il Premier Paolo Gentiloni premiando la squadra – Fu una esperienza meravigliosa, ma a me piace ricordare la squadra. Essendo anche juventino ricordo Scirea in modo particolare”. Poi un piccolo siparietto: “Mi chiedevo chi fosse quello più piccolo presente sul palco che ha vinto i mondiali del 1982, invece è suo figlio che mi consente di ricordarlo. Ha ragione Paolo Rossi, ha vinto la squadra e ha vinto l’Italia e ricapiterà”. Capocannoniere di quel mondiale fu Paolo Rossi: “Tornammo in Italia e sembrava la fine della guerra. Mai visto tanto entusiasmo. È stata la cosa più emozionante perché avevamo fatto una cosa straordinaria” il ricordo.

E se Gentile ha ammesso che c’è voluto tempo per metabolizzaqre di aver fermao Maradona e Zico, Grazini ha scherzato con il premier: “Con tutta la stima e l’affetto pensavo non avesse difetti. Invece è juventino”. Per poi correggersi: “E’ una squadra che ci onora all’estero ed ho tanti amici juventini”. Per vedere una Italia mundial “ci vorrà dal tempo” ha detto Dino Zoff, portiere di Spagna ’82: “I tempi sono diversi, ci sono meno giovani italiani e il calcio si sta spostando verso altre latitudini: Africa, Sudamerica”. Infine Bruno Conti: “Vorrei ringraziare Malagò perché a distanza di 35 anni oggi ci sta facendo vivere una giornata indimenticabile. Questo è stato un gruppo di grandi professionisti, anche a livello umano, Tardelli, Oriali, Ciccio Graziani. Paolino ha fatto il capocannoniere segnando 10 km in tutto il Mondiale, in sette partite. Per cui in quel momento abbiamo dato una mano anche a lui” ha chiosato tra le risate generali.

 


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