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TENNIS: APOTEOSI FEDERER, SESTO TITOLO A MELBOURNE
4 29/01/2018 - Roger Federer ancora di più nella leggenda: venti titoli Slam, unico uomo ad essere riuscito in tale impresa (in ambito femminile 24 Margareth Court, 23 Serena Williams e 22 Steffi Graf). Il fuoriclasse svizzero, numero 2 del mondo e campione in carica, succede a se stesso e conquista per la sesta volta gli Australian Open su sette finali disputate (30 complessive a livello Major): nell’ultimo atto, andato in scena sulla Rod Laver Arena con il tetto mobile chiuso per via della calura che opprimeva Melbourne (32,5 gradi all’ora di inizio del match, nella serata australiana, con umidità molto alta, come spiegato in una nota dagli organizzatori motivando la decisione del referee ITF), il 36enne elvetico ha superato con il punteggio di 6-2 6-7(5) 6-3 3-6 6-1, in tre ore e e minuti, il croato Marin Cilic, numero 6 Atp prima di questo torneo e del seeding, lo stesso avversario che aveva sconfitto sette mesi per alzare il trofeo sull’erba di Wimbledon. Per Federer, già trionfatore in Australia nel 2004, 2006, 2007 e 2010 oltre che dodici mesi fa, si tratta del 96esimo trofeo messo in bacheca in carriera su 145 finali disputate, numeri che ribadiscono la grandezza dell’highlander rossocrociato, una delle icone sportive di tutti i tempi, intenzionato ad allungare il più possibile il suo “magic moment” a dispetto della carta d’identità.

Il 29enne di Medjugorie, alla 31esima finale in carriera, la terza a livello Slam, dopo il trionfo a Flushing Meadows 2014 e la sconfitta appunto sull’erba londinese. con 17 titoli conquistati sinora, non è riuscito ad emulare l’impresa riuscita nel 2014 a Stan Wawrinka, ovvero di interrompere l’egemonia dei ‘Fab Four’ (Novak Djokovic, Roger Federer, Andy Murray e Rafael Nadal) in questo torneo negli ultimi dieci anni. Nel decimo testa a testa fra i due (l’unica affermazione del croato nella semifinale degli US Open 2014) è stato un po’ timoroso l’avvio di Cilic, che ha faticato a mettere in campo la prima di servizio e sulla seconda è stato aggredito dal campione svizzero, con l’ormai nota immagine della stazione di Flinders Street sulle scarpe rosa, in grado di strappare subito la battuta al rivale (smash affossato in rete) e allungare rapidamente sul 2-0. La capacità di King Roger, al 107esimo match a Melbourne, di togliere il tempo agli avversari e metterli sotto pressione, senza quasi farli respirare, hanno indotto a una serie di errori il croato, incappato in un secondo break, così da incanalare piuttosto in fretta la prima frazione dalla parte dell’elvetico: 4-0 con soli 4 punti ceduti al rivale, che poi ha finalmente rotto il ghiaccio.

Ma nei suoi turni di battuta Federer è stato pressoché in giocabile e il 6-2 in neppure 25 minuti è stato la logica conseguenza. In apertura di secondo set primo momento di difficoltà per il 36enne di Basilea, che ha annullato due palle break consecutive prima di agguantare l’1-1. E nel game successivo, complicato (16 punti), è Cilic a salvarne una dopo aver commesso tre errori consecutivi con il colpo in uscita dal servizio. Aggrappandosi alla prima di servizio, il croato ne ha fronteggiato un’altra nel turno successivo di battuta così da issarsi sul 3-2, mentre sul 4-4 30-40 ha avuto il coraggio di piazzare un ace centrale con la seconda palla di battuta. Sul 4-5 il servizio di Federer è andato improvvisamente a singhiozzo, con due doppi falli da destra a concedere un set point, sprecato dall’avversario con un rovescio affossato in rete, e il rossocrociato pronto a intascare il 5-5. Equilibrio che ha dunque richiesto il tie-break, dove Cilic, al primo incontro con il tetto chiuso, situazione già sperimentata invece da Federer contro Chung in semifinale, dal 3-2 per lo svizzero ha cambiato passo, salendo lui sul 6-4 con un diritto potente sulla linea e poi chiudendo 7 a 5 con uno smash preciso dopo aver costretto sulla difensiva con una gran prima al corpo il campione in carica, obbligato dunque a cedere il primo set nell’edizione 2018 di questo torneo. La reazione d’orgoglio del fuoriclasse svizzero non si è fatta attendere troppo: con una risposta vincente break per salire 4-2 e allungare 5-2 nel terzo parziale, inventandosi pure un diritto di contro balzo da videogame. Il 19esimo ace della sua partita è valso a 'King Roger' il terzo set (6-3) riportandolo avanti nel punteggio. Immediatamente in avvio della quarta frazione Cilic, sbagliando un diritto sanguinoso sul 30-0, si è fatto strappare la battuta, ritrovandosi ad inseguire (0-2). Il croato ha anche cancellato una chance del 3-0, che assomigliava tanto a un match point, riuscendo a riagganciare sul 3-3 Federer (primo break subito nell’incontro) con un paio di risposte vincenti, oltre a un doppio fallo dello svizzero.

Le emozioni si sono susseguite in questa fase della contesa: fronteggiata una pericolosa palla break (attacco e chiusura con lo smash), è stato Cilic a mancare due opportunità di fila per il 5-3, comunque ottenuto (parziale di quattro game a zero) a suon di diritti vincenti dopo aver annullato due occasioni per il 4-4. Marin, mostrando più carica ed energia del rivale (appena 36% di prime palle nel set), non si è fatto pregare per portare la sfida al quinto quasi allo scoccare delle due ore e mezza di gioco. Proprio nel gioco di apertura della frazione decisiva King Roger ha sventato due chance di break, caricandosi alla sua maniera, e subito dopo ha tolto lui la battuta a Cilic (2-0) complici anche un doppio fallo e qualche errore del gigante di Medjugorie, che si è ritrovato sotto 3-0 dopo tre game ai vantaggi. A quel punto il croato non ha potuto più nulla per arrestare la corsa del lanciatissimo rivale: secondo break per il 5-1 e apoteosi con una seconda in kick sulla quale Cilic arriva solo a toccare e anche il challenge, chiesto più per sfizio che altro, ha confermato il trionfo del fenomeno svizzero. Può di nuovo alzare le braccia al cielo, quasi in lacrime, il campione elvetico, che eguaglia con 6 successi nello Slam down under il record di Novak Djokovic e Roy Emerson.

 


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