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PELLEGRINO "ARGENTO DA OUTSIDER E NON FINISCE QUI"
4 14/02/2018 - "Una vittoria da outsider, ma non finisce qui. Il prima obiettivo era tornare a casa con una medaglia, adesso è diventato almeno una medaglia". A meno di 24 ore dalla vittoria dell'argento nella sprint a tecnica classica, Federico Pellegrino ospite a Casa Italia si racconta a 360 gradi, rivive la gara, le emozioni che l'hanno accompagnato, anche se in tanti lo considerano un "iceman". "Provo emozioni naturalmente, ma penso che servano nel momento giusto ed è inutile sprecarle".

Anche perchè, piedi per terra, la medaglia "non cambia più di tanto, è un risultato per cui ho lavorato molto e sono cresciuto in convinzione e consapevolezza. Il risultato è arrivato, eppure sembrava impossibile, ma negli ultimi anni ho spesso aggiornato la mia lista. Bisognava dare il massimo e quindi non posso che essere orgoglioso, con tanto lavoro abbiamo portato a casa un risultato straordinario". Migliorando il bronzo di Zorzi, l'ultima medaglia azzurra olimpica in questa specialità. "Non penso troppo a storia e numeri, penso ai miei obiettivi, a 27 anni c'è ancora molto da fare. E penso che c'è una vita e poi c'è una vita sportiva". Ad esempio, una cosa da fare è cercare le contromisure per fermare Klaebo, che sembra irraggiungibile. "Sono stato bene come outsider, ha vinto certamente l'uomo più forte del momento. Ieri ho studiato tanto il modo di correre dei miei avversari ed ho impostato la tattica più giusta dal momento che contava solo il podio. Il risultato mi fa crescere in convinzione e consapevolezza". Nel giorno di San Valentino, una gioia da condividere con gli amici a cui ha promesso di pagare da bere, con i genitori che lo raggiungeranno nei prossimi giorni e con la fidanzata Greta (Laurent, collega ndr) che ha svegliato alle due di notte per salutarla e raccontarle la gara. "Poi l'ho messa a nanna" racconta il valdostano delle Fiamme Oro.

"Appena arrivato in aeroporto sono andato a prenderle dei fiori che ho dimenticato nell’armadio e dopo un po’ di giorni erano appassiti. Ma me la sono cavata con una medaglia" e con una dedica generale. "E' per tutte le persone che hanno contributo a questo risultato e sono tanti. Io pretendo molto da quelli che lavorano con me. Do il massimo e pretendo il massimo".

Non manca una digressione sulla sua squadra calcistica del cuore che è la Juventus ("fortunatamente mi sono addormentato dopo il primo gol del Tottenham, ma ce la giocheremo al ritorno"), ed alla domanda se ha pensato di lasciare la medaglia al museo bianconero risponde così:"Per me il mondo finiva ieri, non ho pensato al dopo. Magari la metto sul tavolo a casa, ci penserò". Il poliziotto di Aosta trae ispirazione dai libri che parlano di sport. Ad esempio quello che sta leggendo adesso è "Il peso dell'acqua" di Gregorio Paltrinieri:"Gli manderò un messaggio per dirgli che anche la neve non scherza". Capitolo doping, idee chiarissime. "C'e' il caso della Russia, ma non voglio e non posso pensare troppo a queste cose. Io vado al cancelletto di partenza convinto che con gli avversari sia una lotta ad armi pari, altrimenti smetterei subito" la risposta di Pellegrio, che al polso destro porta un braccialetto antidoping. "Me l'hanno dato tempo fa e lo porto, ma non c'e' bisogno di guardarlo per ricordarmi. E' un periodo in cui sembra che l'antidoping stia arrivando a combattere veramente il doping, i nostri campioni di sangue e urine vengono messi da parte per essere ritestati e questo e' un deterrente non da poco". Infine, capitolo futuro del fondo in Italia rispetto alla Norvegia, anche in questo caso idee chiarissime. "Quando arrivi ad alto livello hai molta piu' possibilita di competere. Il problema e' fare arrivare atleti ad alto livello. Io faccio ormai da parafulmine da tanti anni, serve qualcuno che cresca per prendere la mia eredita', ma sta facendo fatica a crescere. La Federazione sta facendo le sue scelte, le fara' da qui in avanti per riuscire a dare un futuro a questo sport. Io penso a me stesso, a questo problema ci pensa qualche altro".

 


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