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RUBRICA: Calcio-Internazionale
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Mondiali 2018, al via domani
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13/06/2018 - Mondiali di calcio di Russia 2018 al via domani. Vi prenderanno parte 32 nazionali di tutto il mondo tra cui, come è noto, non figura l'Italia. Le favorite sono le solite. Dalla Francia al Brasile, passando per l'Argentina di Messi e Higuain. Ma se a giocare non fosse il valore delle squadre in campo, bensì l'economia del Paese, quale sarebbe la nazionale a trionfare? Se guardassimo al Pil dovrebbe esserci la sorpresa del Giappone campione del Mondo. Con un Pil di 5.405 miliardi di dollari (relativo al 2017, fonte CIA World Factbook ), infatti, il Giappone è la nazione più ricca tra quelle che si presenteranno in Russia, complice l'assenza delle nazionali di Cina, Stati Uniti e India rispettivamente prima, seconda e terza nella classifica dei PIL mondiali. Tra le nazionali che prenderanno parte alla competizione seguono la Germania (4.150 miliardi di dollari), l'ospitante Russia (4.000 miliardi di dollari), la favorita - almeno sulla carta - Brasile (3.219 miliardi di dollari), Gran Bretagna (2.880 miliardi di dollari), Francia (2.826) e Messico (2.406 miliardi di dollari). Qualora fosse riuscita a superare la Svezia nei play-off, l'Italia sarebbe stata subito dietro al Messico, con un Pil di 2.300 miliardi di dollari. Tra le nazionali più povere, invece, il Panama, Uruguay e Senegal. La sfavorita in assoluto, però, resta l’Islanda, con un Pil di soli 18 miliardi di dollari. A scendere in campo, però, non sarà l'economia delle nazioni ma il valore dei giocatori. Ecco perché, tenendo conto del valore delle rose rilevato da Trasfermarkt, a trionfare in Russia potrebbe essere la Francia, dopo una finale combattuta con il Brasile. Il valore dell'intera rosa francese, infatti, è pari a 1.080 milioni di euro, mentre il Brasile si ferma a 981 milioni di euro (con Neymar valutato 180 milioni). La seconda nazione con valore più alto è la Spagna (1.030 milioni di euro) che però verrebbe sconfitta proprio dalla Francia in semifinale. Niente da fare invece per il Giappone, primo Paese per quanto riguarda il Pil ma tra gli ultimi per il valore della rosa; la squadra giapponese, infatti, con una rosa del valore complessivo di 73,40 milioni di euro, rischia seriamente di finire al quarto posto nel girone H, insieme alle più quotate, calcisticamente parlando, Senegal, Polonia e Colombia.

Il bis di fila della Germania, come solo a Italia e Brasile è capitato riuscire, o la 'prima' di Leo Messi? Il ritorno della Selecao, il talento di Spagna e Francia o un outsider, magari africano? Sono tanti gli interrogativi che accompagneranno il cammino del Mondiale in Russia che - senza l'Italia - aprirà i battenti giovedì 14, per concludersi il 15 luglio.

Il torneo iridato per la prima volta in 60 anni non vedrà protagonista gli azzurri, ma nonostante ciò sono tante le squadre pronte a contendersi la vittoria, per strappare alla Germania il titolo conquistato in Brasile quattro anni fa. La nazionale verdeoro dopo il tonfo 2014, è ripartita da zero e ha messo a frutto il nuovo corso del ct Tite: oggi, insieme all'eterna 'Mannschaft', è la principale favorita del torneo. Il Brasile arriva in Russia forte di un percorso di qualificazione perfetto e guidato da un Neymar tornato abile e, sembra, finalmente capace di prendersi sulle spalle la nazionale.

Da O'Nei a Gabriel Jesus, da Firmino a Coutinho, fino a D.Costa sono tanti i fuoriclasse capaci di far dimenticare il Mondiale perso in casa. Insieme al Brasile, le altre sette squadre della prima fascia saranno i padroni di casa della Russia e le prime nazionali del ranking Fifa: Germania, Portogallo, Argentina, Belgio, Polonia e Francia. La Spagna è finita in seconda fascia (è inserita nel girone di C.Ronaldo) ed è l'autentico spauracchio che tutti vorrebbero evitare. Finalista quattro anni fa, l'Argentina di Leo Messi (a cui nella sua straordinaria carriera manca solo l'oro mondiale) arriva all'appuntamento un gradino indietro.

Approdata alla fase finale per il rotto della cuffia, l'Albiceleste vanta un attacco con pochi eguali al mondo e che si è permesso il lusso di lasciare a casa un bomber come Mauro Icardi. Ancora prima di iniziare ha però perso il portiere titolare (Romero) e l'esterno d'attacco (Lanzini). C'è poi chi vorrà approfittare dell'appuntamento iridato per cancellare cocenti delusioni. E' il caso di Spagna e Francia, che vantano oggi due squadre tra le più talentuose del torneo, un mix tra vecchio e nuovo che non può non far pensare a loro come a due squadre protagoniste. Dopo l'exploit di due anni fa, c'è invece curiosità intorno ai campioni d'Europa del Portogallo di CR7, così come per le "eterne incompiute" Croazia e Belgio.

Discorso a parte merita l'Inghilterra che, a parte il Mondiale vinto in casa una vita fa, ha poi quasi sempre fatto la comparsa. Gli azzurri non ci saranno, ma comunque al Mondiale qualche 'italiano' ci sarà: saranno una sessantina i giocatori provenienti dalla Serie A, con Polonia e Croazia tra le più prodighe a pescare nel campionato italiano (7 calciatori). La Juventus è la squadra più rappresentata (11 convocati), seguita da Sampdoria e Napoli (6). Solo Chievo, Benevento, Sassuolo e Cagliari non hanno giocatori convocato al Mondiale. Chi lo vincerà leggerà il suo nome sui libri di storia, le tante 'stelle', vecchie e nuove, vedranno invece lievitare il cartellino e il portafoglio oltre che inevitabilmente movimentare il mercato estivo.

Quattro anni fu il turno di James Rodriguez, finito poi al Real per 80 milioni, ma anche stavolta il parterre si presenta di tutto rispetto: oltre ai 'soliti' Messi, CR7, Neymar, la rassegna, che vale in prospettiva anche per il Pallone d'Oro, vede in prima fila l'attesissimo Momo Salah, si spera di nuovo abile dopo l'infortunio occorsogli in Champions, Kane, Milinkovic, Hazard, Lewandowski, Manè. ma altrettanto folta è la pattuglia di chi non ce l'ha fatta, per scelta tecnica o per problemi fisici: Nainggolan, Sané, Icardi, Morata, Benzema, Rabiot, Alex Sandro i 'tagli' più eclatanti.


 


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